Recensione: Bandai DX-02 Great Mazinger

Ad esattamente 3 anni di distanza dal DX-01 Mazinger Z ecco che la Bandai immette sul mercato il DX-02 Great Mazinger.

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In questo periodo questa uscita, anche se è l’ennesimo Mazinga, assume particolare importanza vista la carenza di produzioni di rilievo. Di certo questo modello non si può definire in fascia economica e come prezzi è confrontabile tranquillamente con i modelli Fewture (alle prese con la stampa dell’ennesimo recolor).

Lo scatolo, dotato di brown box, non passa di certo inosservato. Oltre alle dimensioni veramente notevoli anche il peso non scherza (parliamo di circa 12 kg).

All’interno del brown box troviamo la confezione in cartone rigido con una sovracoperta (il confezionamento ricorda molto un Fewture).

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L’alloggiamento di ogni singolo componente è perfetto; il tutto è diviso in 6 scatole di catone nero nelle quali sono alloggiati tutti i componenti del robot.

L’idea come nel precedente DX-01 è quella di poter esporre il modello nel suo hangar in molteplici configurazioni a seconda che si coprano o meno i meccanismi interni, a vista, del Mazinga. Lo scheletro del Mazinger è a vista solo nella parte frontale; qui si potranno agganciare le parti mobili della corazza alcune delle quali sono in metallo.

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Per quanto riguarda gli accessori oltre a diverse mani intercambiabili, fra le quali troviamo anche un paio con le dita snodabili, abbiamo i pugni rotanti, le spade diaboliche e le immancabili ali.

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Oltre all’hangar, che troviamo già montato nella confezione, ci sono lo stand espositivo per il Mazinger e quello per le ali.

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Anche in questo modello non potevano mancare luci e suoni che possono essere attivati dal telecomando in dotazione.

Sembra quasi inutile parlare di rifiniture e verniciatura perchè come ci ha abituato la Bandai sono di alto livello.

Nonostante le dimensioni ed il peso veramente notevoli la posabilità non ne risente molto ed anche se non potremo di certo riprodurre pose “estreme” potremo spingerci molto più in la di quanto si potrebbe pensare vista l’ottima stabilità del robot.

Per finire troviamo nella confezione una raccolta di illustrazioni in formato A4.

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In conclusione la Bandai ci ha dato il modello definitivo del Grande Mazinga come aveva fatto per la precedente uscita del Mazinga Z; certo il prezzo non è proprio basso, anzi ….. ma gli oltre 400 euro che si devono spendere per accaparrarselo li vale tutti.

L’unica domanda che ci resta è: quando uscirà il Grendizer DX?

Alla prossima.

Alex

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