Recensione Bandai: GX-64 YAMATO 2199

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Finalmente riesco a scrivere una nuova recensione. Mi scuso per l’assenza; mi piacerebbe molto dedicarmi a tempo pieno a scrivere articoli sui nostri amati robottoni e affini, ma purtroppo gli impegni di ogni giorno spesso ci portano a dedicare poco tempo alle nostre passioni. Certo sarebbe bello avere una schiera di collaboratori che si dedicano alla cura del sito, ma qui siamo solo in 2 (pochi ma buoni come si usa dire). Devo però tirare l’acqua al mio mulino! Bisogna dire che anche se Robopower non è aggiornato ogni giorno, come siti ben più blasonati, io e Stakio abbiamo affrontato argomenti e recensioni che non sempre si trovano in rete. Vi assicuro, inoltre, che ogni recensione viene scritta avendo il modello davanti (in collezione naturalmente) ed anche se qualche volta può sembrare di parte (per preferenze personali ovviamente) viene sempre fatta per pura passione e non per altri fini.

Dopo questa introduzione autocelebrativa in Stile “Vota Antonio! Vota Antonio!” che comunque in periodo elettorale non guasta, passiamo alla recensione.

Che dire della Yamato, tutti la conoscono o la dovrebbero conoscere. In particolare la 2199 è tratta da una serie di anime del 2012 rifacimento di Space Battleship Yamato degli anni settanta e dalla quale hanno tratto anche un live action. La Bandai ha già affrontato “l’argomento” con la GX-57 ed ancora prima con la BPX-01.

Ma qui approfittando del restart della serie ha sfornato la GX-64. La domanda da farsi è: era veramente necessario fare uscire la YAMATO 2199? A mio parere no!

Visto però che il GX-63 è il GENERAL FRANKY allora è meglio non dire nulla.

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Nella confezione troviamo oltre alla Yamato un’ottima base espositiva, 6 aerei e il telecomando. Ovviamente il modello riproduce fedelmente l’anime del 2012; occorre segnalare lo sportello laterale dove all’interno si possono alloggiare un gran numero di aeromobili in uno spazio limitato. Si può anche aprire il portello sotto la nave da cui decollano gli aerei posti nell’angar circolare. La qualità del modello è ottima, come sempre quando si parla di Bandai, e l’assemblaggio è minimo (i cannoni e le ancore). 

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Personalmente ho preso questa astronave con molto scetticismo convinto di acquistare una versione rimodernata della GX-57, ed in effetti i punti in comune non sono pochi. In questo modello hanno sfruttato l’esperienza della GX-57 per dare una ampia gamma di luci e suoni attivabili dal telecomando. Oltre gli effetti sonori ci sono alcuni temi della serie animata.

Certo che l’astronave accesa ha un effetto notevole e con i suoi quasi 43 cm fa una bellissima figura in vetrina. Peccato, però, che in una Detolf non entra.

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In conclusione per chi ama le astronavi, la serie o è un completista è un acquisto quasi obbligato nonostante il prezzo sia abbastanza elevato; in caso contrario consiglio vivamente di lasciar perdere e risparmiare un bel po di soldi.

Alla prossima.

Alex

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