Recensione Bandai: GX-13 & GX13R SOC Dancouga

Dopo lo scherzo (mica tanto) di Aprile, mi propongo quest´oggi di recensire il Gx-13 e soprattutto il raro e costosissimo gx-13R. Iniziamo come al solito con qualche notizia inerente alla serie anime da cui il mecha (componibile) é tratto.

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Il Dancouga é tratto dalla serie di 38 episodi prodotta e trasmessa nel 1985 (non in Italia) intitolata: GOD BLESS THE MACHINE DANCOUGA. Solita storia di alieni invasori e di un gruppo di terresti che useranno ogni risorsa per scacciare i nemici. Particolaritá della serie é appunto costituita dai mecha stessi: ognuno puó trasformarsi in ben 3 modalitá: bestia, veicolo e robot umanoide. A differenza dei vari mecha componibili, il Dancouga si compone nella trasformazione finale solo oltre la metá della serie. Ecco il link alla pagina wiki in italiano. Sono seguiti poi numerosi OVA e una serie distinta: Dancouga Nova.

Importante specificare che il SOC gx-13 é il primo Dancouga (e non il “nova”).

Nome Dancouga
Fabbricante Bandai
Linea Soul of Chogokin
Numero GX-13/GX13R
Data di uscita 2002
Materiale
PVC, Diecast, ABS, gomma
Prezzo ????

Come anticipato, il Gx-13 é un piccolo miracolo di ingegneria modellistica. Ogni elemento é in grado di fare 3 (ottime) trasformazioni e di comporre il robot finale.

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Lo scatolone si presenta imponente e pesantissimo, veramente ben disegnato, un impatto sicuramente unico. Tuttavia questo potrebbe essere spesso danneggiato e ritengo che la qualitá del cartone abbia delle differenze sostanzial tra gx e gx. Infatti alcune scatole risultano molto piú robuste contro gli anni e le manipolazioni, altre (come quella del gx-27, gx-23, gx-13 etc) risultano praticamente irreperibili in condizioni decenti sul mercato dell´usato. E´certamente una questione di peso e misura, ma al tatto ci si puó render conto del fatto che lo spessore e qualitá di alcune scatole sia quasi scadente.

gx13Nella scatola troviano un alloggiamento in polistirolo a due facciate: nella facciata anteriore troviamo alloggiati i 4 mecha nelle loro bustine di plastica e le loro armi, nella facciata posteriore troviamo le armi “serie” e le ali. Vi é il solito libretto Bandai.

Vediamo nello specifico quali sono i 4 componenti del Dancouga:

Eagle Fighter

È un caccia modificato, dalle sembianze di un´aquila, Si trasforma in robot umanoide e forma la testa del Dancouga. Nonostante gli ingranaggi da orologiaio, le dimensioni ridottissime, si puo´ affermare che questo gioiellino é invero molto robusto e ben fatto.

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Land Cougar

È un carro armato speciale . Una volta trasformato nella modalità cougar, il mecha ha una verosimile somiglianza con il puma. si trasforma anche in robot umanoide. Il Land Cougar forma il piede sinistro del Dancougar (come modalità veicolo).

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Land Liger

Simile nel funzionamento al Land Cougar, ma con armamento differente. E´anche esso uno speciale veicolo corazzato, puó trasformarsi in modalitá animale e umanoide. Il Land Liger forma il piede destro del Dancouga (come modalità veicolo).

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Big Moth

Il “grande mammut” é un carro armato ben attrezzato con la possibilità di trasformarsi in un mammut e anch´esso in robot. Il Big Moth forma la parte principale del corpo del Dancouga (come forma umanoide).

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Booster Unit

L’elemento finale che dà la possibilità di volare al Dancouga, ovvero le ali munite di micidiali cannoni.

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Come anticipato, il modello assemblato risulta veramente imponente e pesante, il contenuto di metallo non é altissimo (specie per il Big Moth) ma in compenso la plastica é molto pensante e si sa, la plastica e la bassa percentuale di metallo é il prezzo che bisogna pagare per le trasformazioni complesse. Ingegneristicamente annoterei che é indubbiamente tra i gx piú innovativi ed entusiasmanti, colorazione molto elegante (a me son sempre piaciute le cupoline della cabina di pilotaggio in plexiglass rosse) ma assemblato la posabilitá ne risente, il Dangouga risulta all´occhio molto spigoloso e squadrato, forse (anche se non lo é affatto) sembra instabile e non facile da maneggiare o spostare, sicuramente le trasformazioni in animale convincono di piú di quelle umanoidi. Quindi se da un lato abbiamo un modello massiccio, bellissimo e diverso da i soliti SOC, da un altro lato non possiamo chiudere gli occhi davanti a problemi grossi e quasi al limite dello scandalo. Parlando del gx-13 e del gx-13r (alla fine differiscono solo per la colorazione e qualche dettaglio sulla scatola) i problemi in cui spesso ci si imbatte possono essere riassunti nei seguenti punti:

– Colorazione: purtroppo le parti in grigio chiaro tendono a ingiallire, non é ben nota la ragione, normalmente alcune plastiche (vedi gx-04S) tendono a diventare giallastre se esposte alla luce diretta dal sole, o peggio al fumo. In questo caso invece, ho potuto vedere come modelli mai esposti e conservati in scatola alla perfezione possano risultare affetti da questo problema. Probabilmente luoghi leggermente umidi sono la causa nascosta di tale ingiallimento. Quindi aspettatevi (statisticamente parlando) la delusione di aprire un gx-13 e di trovarlo ingiallito.

– Cingoli del Big Moth: non é un problema nuovo: come per il Getter 3 Gx-06, i cingoli sono funzionali e in gomma, la gomma con gli anni si ingottisce e si spacca.

– Scatola: per i maniaci delle scatole, va detto che non esiste sul mercato un gx-13 nuovo di pacca (uscito da magazzino etc) ma appunto i gx-13 venduti per “nuovo” sono gx-13 di collezionisti che magari non hanno aperto la confezione o lo hanno tenuto con cura estrema, con ció dovreste aspettarvi una scatola molto stressata, sopratutto agli spigoli.

Differenze tra gx-13 e gx-13R

Come si evince dalle foto la differenza sta tutta nella colorazione. Nel 13R (é un´uscita limitata a quante copie neanche Bandai lo sa) la colorazione risulta piú dimamica e sfumata, I grigi (dal grigio chiaro all´antracite) risultano piú delicati  e pastellati, le linee di contorno ne escono rafforzate e gli inserti in rosso shocking emergono dallo sfondo con prepotenza, le ali del Dancouga cosi come la spada risultano colorate con una tecnica quasi weathered, estremamente sfumate e molto di impatto. Veramente il 13R é una delle ricolorazioni Bandai (direi ad eccezione del gx-01R+) meglio riuscite. Perooooooó Peroooooooooó quí é d´obbligo aspettarsi un gx-13r pesantemente ingiallito in ragione del 50% delle copie in circolazione. È solo una questione di trovarlo molto ingiallito (vien da piangere) o appena ingiallito. Certo che con quello che costa (fare un ottimo affare significa prenderlo per 400 euro, lo si vende tra le 500  e le 700)  trovare un modello ingiallito veramente fa perdere la fiducia nel genere umano, ma che farci? Il consiglio personale é quello di vederlo di persona, o farsi fornire foto con e senza flash e di sapere che quello perfetto non esiste.

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In fine direi che il gx-13 va consigliato a tutti coloro i quali non collezionano solo per nostalgia (non abbiamo mai visto il cartone in Italia, né credo che Ceppiratti o chi per lei ai bei tempi lo abbia importato… parlo del vintage) ma per avere oggetti interessanti e nuovi. E a prendelo va bene la versione normale (costa intorno alle 250 euro) senza salassarsi su un gx-13R (che io ho nella mia collezione ah ah! dopo averne acquistati, esaminati e rivenduti ben 4!). A seguire il video

 

 

 

Informazioni su stakio

collezionista e appassionato robot giapponesi!
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