COLLEZIONISMO ROBOTICO: COSA CI DOBBIAMO ASPETTARE DAL FUTURO?

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Mi aggancio all’ottimo articolo di Stakio sul “fallimento” della CM’S per fare una panoramica su quello che è successo e sta succedendo nel mercato robotico. La dipartita della CM’S è solo l’ultima e dolorosa scomparsa dal mercato di produttori di gokin. Personalmente credo che alle case produttrici Giapponesi sia sempre importata poco l’opinione dei collezionisti internazionali in quanto sono sempre state concentrate troppo sul mercato interno. La Bandai è sempre stata in prima linea con questa politica.

La CM’S dal suo canto aveva iniziato ad invertire la tendenza dando molta importanza al mercato estero ed in particolare a quello Europeo-Italiano. Le produzioni a partire dal Jeeg sono infatti state realizzate praticamente per noi (i black sono arrivati tutti in Italia dal mio amico Michele). Per quelli che come me speravano di avere tutti gli Astro Robot o una ristampa del Gordian ogni speranza è ormai scomparsa. Potremmo scrivere pagine e pagine sulla prematura dipartita della CM’S ma non servirebbe a nulla. Personalmente mi sento di ringraziarla perchè nonostante i parecchi scivoloni ci ha dato qualche bel modello e comunque alla fine ha messo il mercato Italiano al centro dell’attenzione.

La CM’S però non è stata la sola dipartita eccellente in questi anni. Chi non si ricorda la Aoshima, soprattutto per la recente produzione del Generale Nero. In realtà l’Aoshima è scomparsa dal mercato da anni. Tutti ricordano gli ottimi prodotti con una grossa percentuale di metallo ed i prezzi abbastanza contenuti. Peccato che, per quanto siano veramente tanti, si siano fermati al Getter 1, Shin Getter 1, Shin Getter 2, Generale Nero e al magnifico Mazinkaiser. Certo che su così poche licenze non si poteva andare avanti all’infinito. Non possiamo, però, dimenticare le splendide astronavi. Non parlo solo dell’Arcadia ma delle aquile di Spazio 1999, dei mezzi della serie UFO, la dropship di Alien e le tante navicelle delle serie anni 70-80 (Thunderbirds, ATRAGON, Nautilus, ecc. ecc.).

Vorrei anche ricordare che la Yamato, nota casa di statuette, ha abbandonato il settore die cast dove ad onor del vero non aveva dato un grande contributo (escludendo il Danguard). Di recente però erano stati prodotti due deformed interessanti (Goldrake e Getter 1) che ci avevano creato delle illusioni sulle future produzioni robotiche dell’azienda.

Che rimane adesso per gli amanti dei robottoni di metallo, l’intramontabile Bandai certo, la Max Factory (e chi lo sa), la Fewture (ma che prezzi!), La HL PRO, l’evolution toy, alcune nuove aziende che si sono affacciate su una fascia di prezzo medio alto (Miracle Works, Three A Zero, ecc.) e l’ultima arrivata con i Dino Getter: la SENTINEL.

Partendo dalla Bandai sulla serie SOC, viste le ultime uscite, e tranne qualche bella sorpresa (Trider) non ho molte speranze. Più interessante, a mio parere, è la linea SRC.

La max Factory dopo il non fortunatissimo Big O è ferma sul fronte robotico e si sta dedicando al ben più redditizio settore delle statue/action figure.

La Fewture ha anche troppo in cantiere, ma dalle ultime produzioni (i bellissimi Getter Dragon, Liger, Poseidon) ha perso quel tocco “gotico” che era il marchio di fabbrica (vedremo con il Grendizer).

La HL PRO dal canto suo ha in cantiere cose “nuove” ma che non riscuotono molto interesse.

L’Evolution Toy per carità ha portato una ventata di freschezza producendo in poco tempo una bella quantità di robot. Però (e questo però è grande quanto una casa) innanzitutto parlare di chogokin o die cast che dir si voglia mi sembra una grandissima sciocchezza. Plastica, plastica e plastica unita da magneti e sfere di metallo per me non fa un chogokin! Oltretutto non ci troviamo di fronte a dei giganti, l’unica cosa gigantesca è il prezzo delle uscite. Per me scaffale, scaffale e ancora scaffale ma non di casa mia!

Le aziende che stanno cercando di fare concorrenza ai prodotti di fascia medio alta sono da tenere d’occhio. Belle idee, Robot enormi di metallo e prezzi decisamente inferiori a quelli Fewture. Certo che, comunque, robot che superano facilmente i 250 euro non sono acquisti di tutti i giorni.

Ed infine arriviamo alla SENTINEL. Anche qui progetto interessante con i Dino Getter. La Sentinel ha già prodotto diversi robot ma sino ad ora parlavamo di plasticoni; qui invece si parla di Die Cast. Non essendo ancora in distribuzione non possiamo dare giudizi, ma solo sperare che la quantità di metallo si abbastanza buona.

Volutamente non ho trattato lo Studio Half Eye perchè, per quanto belli, sono veramente fuori portata.

Dopo questa disamina siamo arrivati al punto: “COSA CI DOBBIAMO ASPETTARE DAL FUTURO?”.

Herero Question Mark

Domanda da un milione di euro! Sicuramente la dipartita di diverse aziende non è una cosa positiva. La crisi si fa sentire ovunque e mosse sbagliate potrebbero far accusare duri colpi anche a colossi come Bandai. Secondo me le case produttrici dovrebbero fare più attenzione alla”voce” dei collezionisti di tutto il mondo. Il mondo collezionistico non è solo Giappone e Stati Uniti. Anche in Europa ci difendiamo bene e non sarebbe una cattiva idea darci ascolto ogni tanto (forse l’hanno fatto con il Trider). La CM’S aveva capito cosa fare, ma non avendo i capitali della Bandai si è arresa, ma ha dato un buon esempio che andrebbe seguito. Giusto per capirci chi comprerà fuori dal Giappone il Katam Robot? Posso capire un Magi King che se da noi è altrettanto sconosciuto almeno è un bellissimo pezzo; ma il Katam è brutto forte.

Per non parlare dei GX-63, GX-64 e GX-65 che fanno sorgere solo una domanda: ma che bisogno c’era di farli uscire? Potevano “ristampare” Il GX-53 e basta.

La produzione di anime nipponica è molto florida e questo darà la possibilità di acquisire nuove licenze e produrre nuovi robottoni. Io come collezionista vorrei vedere qualche vera novità al livello di Trider, ma non una ogni 2-3 anni. Ed invece il mercato è invaso dai soliti Getter, Mazinga e Grendizer che, per quanto belli, forse non hanno più molto da dire. Sinceramente mi sento preso in giro se mi propongono l’ennesima colorazione del Mazinga Z quando invece si potrebbe pensare a fare un Daikengo (anche nella linea SRC).

In conclusione io come collezionista sono leggermente stufo di vedermi propinare le stesse cose in salse diverse da anni, anni ed anni. Queste politiche non fanno che allontanarmi degli acquisti. In questo momento (magari momento, non finisce più) di crisi si dovrebbe dare una svolta ad un mercato fiacco e vecchio. Tutti dovrebbero essere spronati ad “osare” e prendere in mano qualche licenza. Speriamo che l’eredità della CM’S non vada perduta e che qualcuno produca, ad esempio, gli Astro Robot, il Mechander e soprattutto il Gordian!

AGGIORNAMENTO

Con un tempismo perfetto, quasi in risposta al mio articolo, la Bandai annuncia il S.R.C. Mazinger Z (Getter Robot Color)!

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Che tristezza, la cosa mi lascia senza parole ………….

Alla prossima

Alex

 

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2 risposte a COLLEZIONISMO ROBOTICO: COSA CI DOBBIAMO ASPETTARE DAL FUTURO?

  1. Pingback: SRC prossima Uscita: Mazinger Z Getter Robot Color! | ROBOPOWER

  2. Diboit ha detto:

    Che senso ha dare ascolto ai collezionisti europei che sono forse lo 0,0001 rispetto al mercato globale? Assolutamente nessuna. E infatti, la fine della CM’s è secondo me più che meritata. In questo momento, la richiesta di prodotti robotici è molto calata, e di questo le aziende se ne sono rese conto e corrono ai ripari. Bandai si concentra su Gundam, Kamen Rider e altro che và sempre forte. E anche la Evolution, che ha veramente capito come deve condurre i suoi affari, si muove in modo prudente. La Mega House, pure lei, punta su licenze non ancora sfruttate. Ricordiamoci sempre che il fine primo di queste aziende è quello di fare fatturato, e se i vari Mazinger, Grendizer e Getter continuano a tirare, beh, è normale che continuino a uscire. Se la cosa non piace, nessuno obbliga a comprare. Ricordiamoci che lo stesso calo per i prodotti robotici ci fu anche a fine anni 80, quindi si sta solo reiterando un ciclo di cose più che naturale. E consoliamoci, almeno i portafogli ne soffriranno di meno, e di questi tempi non è cosa da poco. O forse che qualcuno ha soldi da buttare via?

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